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In Cina nuove regole per la pubblicazione di contenuti on line

Il 4 febbraio 2016 la State Administration of Press, Publications, Radio, Film and Television (SAPPRFT) e il Ministry of Industry and Information Technology (MIIT) hanno approvato in modo congiunto il "Regolamento amministrativo per la pubblicazione di contenuti on line" (Administrative Regulations for Online Publishing Services) che è entrato in vigore il 10 marzo u.s.

Le nuove regole definiscono prima di tutto cosa si intende per "online publishing service":

1) Opere digitali originali come per esempio testi, grafici, mappe, giochi, animazioni e fumetti, audio e video libri etc..

2) Opere digitali il cui contenuto risulta identico a quello di opere già pubblicate

3) Database online creati attraverso la selezione, organizzazione e compilazione di opere già esistenti

4) Altre tipologie di opere digitali determinate da SAPPRFT.

La definizione di "servizi di pubblicazione on line" appare alquanto ampia. In teoria, ogni servizio che rende disponibile online al pubblico qualsiasi tipo di opera, sia essa originale o copia di originale, può essere considerato un servizio di pubblicazione online. Questo darà grande discrezionalità all'Amministrazione statale preposta (SAPPRT) che potrà estendere in modo significativo il suo controllo sui contenuti presenti online.

Sarà poi compito di SAPPRT provvedere, con documento separato, a determinare nel dettaglio quali sono le categorie di servizi di pubblicazione online a cui fa riferimento la nuova normativa.

Sono previsti requisiti più rigidi per gli editori online, che saranno ora equiparati agli editori tradizionali. In particolare, gli editori online dovranno impiegare personale qualificato in un certo numero e dovranno seguire le procedure di revisione, correzione di bozze e modifica del materiale da pubblicare, regole applicate precedentemente solo ai servizi editoriali tradizionali.

Altri due requisiti particolari del nuovo regolamento meritano la nostra attenzione:

1) Gli editori online dovranno essere proprietari delle loro piattaforme digitali, sia che si tratti di un dominio, sia che si tratti di un'applicazione per cellulare

2) Gli editori online dovranno essere proprietari dell'apparecchiatura tecnica necessaria; in più, i servizi e i dispositivi per la conservazione e archiviazione del materiale digitale dovranno essere localizzati in Cina.

Un ultimo aspetto da considerare riguarda gli investimenti esteri nel settore. 

Le nuove regole 2016 proibiscono in modo esplicito qualsiasi forma di investimento da parte di stranieri nei servizi editoriali online; inoltre, qualsiasi cooperazione/joint-venture finalizzata allo sviluppo di progetti editoriali online con entità di proprietà estera dovrà essere sottoposta all'approvazione di SAPPRFT.

In passato, nel regolamento precedente del 2012, questo divieto non era espresso ma nella pratica gli investitori stranieri erano sempre rimasti esclusi dall'industria editoriale online. Ora questo divieto diventa esplicito ed esprime in modo chiaro la continuità con la politica di mantenimento dello status quo messa in atto finora da Pechino.

A fronte di queste modifiche, le aziende straniere del settore operanti in Cina dovranno verificare, prima di tutto, se le loro attività attuali nel paese asiatico rientrano nelle previsioni del nuovo regolamento e, in secondo luogo, se la loro collaborazione con editori digitali cinesi richiederà l'autorizzazione dell'Autorità preposta.

Lo Studio Andreello è sempre a disposizione per approfondimenti e consulenze ad hoc.

 

 

 

 



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